Come per tutte le cicatrici derivanti da interventi chirurgici, anche la cicatrice da parto cesareo necessita di una cura adeguata e regolare. Scopriamo cosa fare per ottenere una corretta guarigione.
Il parto cesareo è un intervento chirurgico che permette di portare alla luce un bambino attraverso un taglio chirurgico dell’addome e dell’utero della madre. Si effettua quando non è possibile partorire naturalmente o se si crea una condizione di pericolo per la madre o per il bambino.
Le donne che sanno di dover affrontare un parto cesareo sono spesso preoccupate del taglio e di come curare la cicatrice da parto per una corretta guarigione che non lasci segni troppo evidenti.
La cicatrice da parto cesareo ha un orientamento orizzontale e la sua lunghezza varia dai 12 ai 14 cm. Inizialmente rossa e lineare, la cicatrice, con il tempo tenderà ad assumere una colorazione sempre più scura per poi schiarirsi. Il passaggio ad una tonalità chiara rappresenta il segno della completa guarigione.
Come curare la cicatrice da parto
Come tutte le ferite da taglio chirurgico anche la cicatrice da parto cesareo va medicata per alleviare il bruciore della ferita che compare per i primi 5/7 giorni dopo l’intervento e per evitare la comparsa di complicazioni come infezioni del sito chirurgico o la rimozione accidentale dei punti di sutura.
In primo luogo è importante mantenere la ferita asciutta e pulita: deve essere medicata almeno una volta al giorno detergendo con acqua e sapone neutro o con soluzione salina.
La ferita va asciugata tamponando senza sfregare, soprattutto se sono ancora presenti i punti di sutura, e va applicato un cerotto per ferite chirurgiche.
Come per ogni tipologia di ferita, anche per la cura della cicatrice da parto cesareo è importante scegliere il cerotto giusto, ed evitare l’esposizione della cicatrice al sole.
Complicanze della cicatrice da parto
La ferita guarisce generalmente in 15 giorni salvo comparsa di complicazioni che possono rallentare la guarigione.
Bruciore, dolore, arrossamento, prurito e talvolta anche febbre sono i segni della presenza di un'infezione che va trattata seguendo le indicazioni del medico.
Altre complicanze possono essere:
- cicatrici cheloidi, ovvero degli ispessimenti della cicatrice i cui bordi hanno delle dimensioni più ampie rispetto al taglio iniziale, il cui tessuto diventa rosso, spesso e duro;
- aderenze, che si verificano quando al di sotto della cicatrice si uniscono due parti che non dovrebbero essere in contatto provocando dolore;
- istmocele, un’ernia del tessuto uterino che compare sulla ferita chirurgica.
Rimedi per cicatrice da parto
Quando la ferita è rimarginata e non provoca più dolore è possibile massaggiarla con movimenti delicati e prodotti specifici; questa azione, se effettuata quotidianamente nel tempo può aiutare ad appiattire la cicatrice.
In caso di aderenze e istmocele è necessario intervenire chirurgicamente.
Nel caso si sviluppi un cheloide invece è possibile intervenire con infiltrazioni locali di cortisone che riducono lo spessore e calmano il rossore.
La terapia laser può essere utile per migliorare l’aspetto dei tessuti e va effettuata presso centri medici specializzati.
La chirurgia estetica è consigliata nei casi in cui la cicatrice da parto cesareo risulti esteticamente sgradevole o causi una deformazione dell'addome, come nel caso della cosiddetta "pancia a grembiule" o della formazione di cheloidi particolarmente gravi.




