L'assistenza familiare consente a figli e parenti delle persone anziane e disabili bisognose di cure, di assisterli personalmente senza rinunciare alla propria vita familiare, sociale e lavorativa. Come è possibile conciliare i propri impegni con l’assistenza familiare?
Assistere un familiare è un compito difficile e delicato, indipendentemente che si tratti di un genitore, un figlio o un parente.
L'assistenza familiare consiste in primo luogo nell’individuare un caregiver, una persona di riferimento all’interno della famiglia che possa gestire tutti gli aspetti di assistenza diretta al familiare inclusi quelli burocratici e economici.
Il caregiver, colui che si prende cura, inizialmente si troverà ad affrontare la burocrazia per attivare i servizi sanitari e sociosanitari offerti dalla ASL e dal comune di residenza rivolti a tutte le persone, le cui condizioni fisiche e psichiche non permettono l’accesso diretto ai servizi presenti sul territorio.
Assistenza domiciliare, cos’è
L’assistenza domiciliare è un servizio erogato dal Sistema Sanitario Nazionale, che prevede un insieme di servizi sanitari e di interventi a domicilio svolti da professionisti sanitari come medici, infermieri e fisioterapisti.
Le prestazioni sono a carattere gratuito e vengono erogate agli utenti in condizioni di disabilità fisica e psichica, senza limiti di reddito e di età.
Per attivare l’assistenza domiciliare è necessario seguire uno specifico iter burocratico.
Se sei un caregiver che si prende cura di un anziano fragile o di un disabile devi prima di tutto rivolgerti al medico di base, il quale avvierà:
- la richiesta di invalidità all’INPS
- eventualmente anche la richiesta di accompagnamento, che permette all’assistito di avere anche un riconoscimento economico per fare fronte ai suoi bisogni assistenziali.
La procedura INPS prevede che la domanda di invalidità, redatta dal medico di famiglia, sia poi trasmessa telematicamente all’INPS tramite il patronato.
Al momento della trasmissione telematica il patronato ti rilascerà un attestato di trasmissione della domanda con numero di protocollo INPS.
Nel giro di qualche mese l’INPS ti contatterà per sottoporre il richiedente ad una visita eseguita da una commissione medica, che accerterà se vi sono le condizioni fisiche e/o psichiche per il riconoscimento dell’invalidità civile, ed eventualmente per il riconoscimento dell’accompagnamento.
Al termine della procedura di accertamento, l’INPS emetterà un certificato di invalidità che riporterà tutte le patologie e le condizioni fisiche e psichiche in cui versa la persona assistita e il grado di invalidità espresso in percentuale.
Il certificato di invalidità o la domanda di invalidità permettono l’accesso ai servizi e agli ausili offerti dal sistema sanitario nazionale: non solo assistenza sanitaria, ma anche la possibilità di richiedere alla ASL ausili come sedie a rotelle, deambulatori, materassi antidecubito, medicazioni, pannoloni e traverse.
Assistenza familiare, quali sono le agevolazioni
La burocrazia per il caregiver non si limita solo alla procedura per il riconoscimento dell’invalidità e dell’accompagno, in quanto è possibile richiedere all’INPS anche il riconoscimento dell’Handicap, ovvero della legge 104/92 che permette al caregiver di prendere mensilmente dei giorni di permesso sul lavoro per potersi dedicare all'assistenza familiare di un parente bisognoso di cure.
La legge 104/92 prevede inoltre la possibilità di poter acquistare ausili con aliquota iva agevolata al 4% anziché al 22%.
Le agevolazioni fiscali sono applicate su tutti quei prodotti che hanno lo scopo di facilitare l’autosufficienza e l’integrazione sociale; rientrano tra questi:
- protesi e ausili per handicap di tipo funzionale permanente (assorbenti e pannoloni per incontinenza, traverse, letti ortopedici, materassi e cuscini antidecubito, protesi dentarie, ecc.);
- apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi;
- ausili tecnici e informatici;
- veicoli per invalidi;
- servoscala e sollevatori, tutti i mezzi che aiutano al superamento delle barriere architettoniche per coloro che sono affetti da ridotte capacità motorie.
Novità: bonus caregiver
Per il caregiver vi è inoltre la possibilità di usufruire di un bonus per l’assistenza.
Questo contributo ha lo scopo di riconoscere il valore sociale ed economico di tutte quelle persone che si occupano personalmente dell’assistenza familiare.
Il governo ha stanziato per il triennio 2021-2023 un fondo da 30 milioni di euro all’anno a sostegno del bonus caregiver.
Allo stato attuale delle cose, sebbene sia ancora un disegno di legge, pare che il Bonus per l’assistenza ad un familiare disabile, possa ammontare a circa 1200 €, e spetterebbe a tutti coloro che rientrano nei seguenti requisiti:
- si trovano ad assistere un parente entro il 3° grado non autosufficiente e/o disabile;
- il parente abbia almeno 80 anni;
- la persona assistita risulti senza reddito o presenti un ISEE non superiore ai 25000 €
Finalmente dopo anni di dibattiti, qualcosa inizia a venire riconosciuto nei confronti di chi si presta nell’assistenza domiciliare.
Rimane tuttavia urgente intervenire con una legge che possa tutelare e riconoscere la figura del caregiver: un ruolo essenziale non solo per l’assistito, ma per una società che si prende cura dei cittadini più deboli.




