Alimentazione negli anziani non autosufficienti: consigli utili

L’avanzare dell’età comporta inevitabilmente dei cambiamenti fisiologici significativi, per quanto graduali, per questo motivo l’alimentazione degli anziani allettati va gestita diversamente e con molta cura. Scopri i nostri consigli utili in tema di alimentazione degli anziani non autosufficienti.

L’invecchiamento è un processo fisiologico dell’organismo che provoca cambiamenti metabolici che vanno ad influenzare le funzionalità di organi ed apparati, rendendo più faticose le risposte ad eventi sia interni che esterni.                                                   

L’alimentazione negli anziani gioca un ruolo fondamentale nel consentire un’evoluzione più lenta del processo di invecchiamento, tutelando le funzioni motorie e cognitive.

Nel corso degli anni, il miglioramento delle condizioni economiche ha comportato, specialmente nel mondo occidentale, un notevole aumento delle quantità di cibo assunte, con conseguente incremento di malattie legate a diete non equilibrate, come obesità, diabete (definita come malattia del benessere) o ipertensione.

Fabbisogno energetico anziani non autosufficienti

Con l’avanzare dell’età il fabbisogno energetico degli anziani cambia soprattutto se non autosufficienti o se vivono in condizione di allettamento.

L’invecchiamento influenza il fabbisogno energetico in almeno tre modi: 

  • riduzione della massa muscolare attiva e relativa efficienza
  • diminuzione del metabolismo basale 
  • progressivo declino delle attività fisiche

Per ogni decennio a partire dai 60 anni di età, viene calcolata una riduzione del metabolismo basale di circa l’8%. Per garantire un adeguato apporto nutrizionale, in generale sono considerati sufficienti apporti di 25-30 Kcal/kg/die.

L’alimentazione degli anziani dovrà essere quindi ipocalorica ma allo stesso tempo completa ed equilibrata.

Alimenti da preferire negli anziani

Gli alimenti da preferire per gli anziani sono i carboidrati complessi (pane, pasta, polenta, cereali integrali) che devono coprire il 45-60% dell’alimentazione quotidiana, e le proteine.

Apporti di proteine elevati, superiori al 15%-20% del fabbisogno calorico, sono indicati per gli anziani allettati o non autosufficienti per favorire il mantenimento della massa muscolare e della forza garantendo una migliore qualità della vita.

Vitamine e sali minerali, presenti abbondantemente nella frutta e nella verdura, non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione degli anziani e dovrebbero costituire la restante percentuale del fabbisogno calorico.

Per assicurarsi il giusto apporto di vitamine e minerali occorre consumare almeno cinque porzioni di frutta al giorno.

La dieta giornaliera ipocalorica va accompagnata sempre all’assunzione di almeno 1,5 Lt di acqua al giorno, per evitare il rischio di disidratazione negli anziani. Il consumo di frutta fresca aumenta inoltre l’apporto di acqua evitando la disidratazione che, come abbiamo visto, è molto frequente negli anziani.

Il menù deve essere appetibile, gradevole alla vista e piacevole al palato degli anziani, che ricercano sapori e piatti tradizionali.

La scarsa appetibilità del pasto può essere un elemento critico e demotivante verso l’alimentazione; anche la difficoltà nella masticazione e nella deglutizione possono essere un elemento demotivante verso il cibo per gli anziani.

Per questo motivo l’attenzione va posta non solo sulle quantità di cibo e dunque sulle calorie, ma anche su come somministrare gli alimenti, che in caso di difficoltà della deglutizione o della masticazione vanno tritati o frullati.

L’anziano va incoraggiato a mangiare ed in caso di impossibilità andrebbe imboccato, posizionando una bavaglia per il pasto per evitare che l’anziano si sporchi o sporchi la biancheria da letto se allettato.   

Quali sono i cibi evitare? 

Abbiamo visto quali sono gli alimenti da preferire per gli anziani; ma quali sono invece i cibi da evitare? certamente i cibi che vanno evitati o limitati quanto più possibile sono:

  • zuccheri raffinati;
  • alimenti precotti, o confezionati;
  • salumi, cibi fritti ed in generale i cibi grassi.

Anche i cibi ricchi di sale e il consumo di alcol andrebbero evitati un’alimentazione scorretta influisce sui processi di invecchiamento accelerandoli.

Inoltre un’alimentazione non corretta può causare sovrappeso e obesità che rappresentano le principali cause di comorbidità quali diabete, ipertensione, cardiopatie e tumori.

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