L'intestino è il nostro secondo cervello

È da tempo ormai nota la stretta correlazione esistente tra cervello ed intestino, o meglio tra il nostro mondo interiore, fatto di sentimenti ed emozioni, ed il nostro intestino.

Chi di noi non ha mai sperimentato, almeno una volta nella vita, una colite legata all’ansia per un esame oppure fastidiosi sintomi come stipsi, gonfiore addominale e flatulenza legati ad un periodo difficile o particolarmente stressante della propria vita?

L’intestino è dotato di una fitta rete di cellule nervose, che insieme costituiscono il sistema nervoso enterico, motivo per il quale l’intestino viene definito “il secondo cervello”.

Anche se dotato di una propria autonomia, il sistema nervoso enterico è costantemente in contatto con il sistema nervoso centrale, attraverso il nervo vago, che funge da ponte tra i due.

La stretta correlazione esistente tra testa e pancia è evidenziata anche dalla conformazione molto simile che cervello ed intestino possiedono.

Le neuroscienze parlano di un vero e proprio asse pancia-testa che farebbe si che il nostro stato d’animo influisca sul nostro benessere intestinale e allo stesso modo, le problematiche a carico dell’intestino influirebbero sul nostro benessere psichico.

Problemi intestinali

Tra i problemi intestinali più comuni troviamo certamente le intolleranze alimentari, la celiachia o allergia al glutine e la sindrome dell’intestino irritabile.

Tutte queste condizioni determinano sintomi intestinali molto simili tra loro, come diarrea alternata a stipsi, gonfiori, crampi addominali e flatulenza.

Questi sintomi si protraggono nel tempo e spesso portano la persona che ne soffre a pensare che si tratti di un problema molto più serio, come ad esempio un cancro, anche perché spesso le problematiche a carico dell’intestino, essendo questo l’organo deputato all’assorbimento dei nutrienti, possono determinare una perdita di peso a causa del malassorbimento che ne consegue; ciò contribuisce ad alimentare, nelle persone che stanno sperimentando questi sintomi, la paura che si tratti di qualcosa di più serio.

Su AMioAgio potete trovare un pratico ed economico test che evidenzia la presenza di sangue occulto nelle feci, cioè di sangue non visibile ad occhio nudo; può essere eseguito tranquillamente a casa in soli cinque minuti.

La presenza di sangue occulto nelle feci è utilizzata come test di screening per il cancro del colon retto e se si risulta positivi a questo vengono eseguiti degli ulteriori accertamenti per verificarne l’origine.

Non tutti i sanguinamenti intestinali, infatti, sono dovuti al cancro del colon; molto spesso sono causati da altre patologie, sicuramente meno importanti come ad esempio la diverticolite o la presenza di polipi intestinali.

Le intolleranze alimentari

Molto spesso i sintomi intestinali sono determinati da una semplice intolleranza alimentare. Un’intolleranza alimentare è una reazione indesiderata dell’organismo scatenata dall’ingestione di alcuni alimenti. Questa reazione è dose dipendente, cioè è strettamente legata alla quantità dell’alimento non tollerato che viene ingerito. Queste reazioni non si scatenano immediatamente dopo l’assunzione dell’alimento verso cui si ha intolleranza e per questo talvolta diventa difficile identificare l’alimento “responsabile”.

L’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è l’intolleranza alimentare più comune ed è dovuta alla carenza dell’enzima lattasi, che ha la funzione di scindere appunto il lattosio, lo zucchero contenuto nel latte e nei latticini, per permetterne la digestione.

Dopo lo svezzamento, i livelli di questo enzima presenti nel nostro organismo tendono a diminuire fisiologicamente in maniera progressiva; questo perché l’essere umano, come tutti i mammiferi, inizia a non nutrirsi più del solo latte materno, ma gradualmente comincia ad alimentarsi in maniera differente.

L’uomo è l’unico mammifero che continua a bere latte anche in età adulta e questo, nel corso dei secoli, ha fatto sì che alcuni di noi abbiano sviluppato delle mutazioni genetiche tali da permettere la digestione del lattosio anche in età adulta, o comunque il mantenimento di livelli di lattasi non cosi bassi da determinare un’intolleranza.

L’intolleranza al glutine celiaca o celiachia

Il glutine è una proteina contenuta principalmente nei cereali come il frumento, il farro, la segale e l’orzo.

L’intolleranza al glutine celiaca o celiachia è una vera e propria reazione allergica, mediata dal sistema immunitario che, riconoscendo il glutine come qualcosa di nocivo, attiva degli anticorpi specifici (IgA) proprio come farebbe per difendersi da batteri e virus.

La presenza di anticorpi IgA può essere identificata attraverso un piccolo prelievo di sangue capillare che grazie al self test (che potete trovare qui su AMioAgio.it) intolleranza al glutine celiaca può essere rilevata a domicilio in soli 10 minuti. In caso di positività del test vanno comunque eseguiti degli ulteriori accertamenti per confermare la diagnosi di intolleranza al glutine di tipo celiaco.

La sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile è molto comune, si stima che colpisca una persona su 5.

Non si tratta di una vera e propria patologia ma piuttosto di un insieme di sintomi come crampi e gonfiori addominali associati a periodi di stipsi e/o di diarrea che si alternano a periodi di completo benessere ed assenza di sintomi.

Questa è la sindrome che meglio spiega l’interazione cervello-intestino, in quanto essa è determinata da un’alterazione della motilità intestinale, che a causa di un insieme di fattori fisiologici, psicologici e sociali si muove a volte in maniera troppo veloce, determinando diarrea e crampi addominali e a volte in maniera troppo lenta determinando stipsi, gonfiori addominali e flatulenza.

I nostri consigli per la salute del tuo intestino

  1. Avere un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione, legumi e cereali integrali che favoriscono il transito intestinale e contribuiscono a mantenere una flora batterica sana
  1. Bere almeno due litri d’acqua al giorno per reintegrare le perdite in caso di diarrea e per migliorare il transito intestinale; le feci sono infatti composte per ben il 75% da acqua e solo per il 25% da prodotti di scarto dell’organismo.
  1. Svolgere abitualmente attività fisica: fare sport o semplicemente delle lunghe passeggiate vi aiuterà a regolare la motilità intestinale, a scaricare lo stress e a migliorare il metabolismo.
  1. Cercare di evitare, per quanto possibile, le situazioni eccessivamente stressanti, concedendosi adeguati periodi di sonno e di riposo, in considerazione dell’influenza dei nostri stati emotivi sul benessere intestinale. Può essere d’aiuto ritagliare degli spazi da dedicare a ciò che ci piace fare e condividere i nostri problemi ed in nostri stati d’animo con le persone a noi più vicine.

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