Da un recente sondaggio condotto da Doxapharma su un campione di 350 uomini over 50 è emerso che circa la metà degli intervistati non sa cos’è la prostata e non fa controlli.
Otto uomini su dieci sanno di essere a rischio per eventuali patologie, mentre per tre intervistati su dieci, il tumore alla prostata è una forma oncologica meno pericolosa di altre.
Il dato che fa più riflettere è che circa la metà del campione ha risposto che “si ha la prostata” quando si è malati e che è presente anche nelle donne.
La prostata è una ghiandola che hanno solo gli uomini, è situata sotto la vescica ed è avvolta intorno all’uretra.
La prevenzione per questo tipo di tumore è fondamentale perché il manifestarsi di sintomi come la diminuzione del getto urinario, la comparsa di sangue nelle urine o dolore perianale si hanno solo quando il tumore è in fase avanzata.
I controlli periodici sono indispensabili ed è importante effettuare: il controllo del PSA nel sangue, l’esame digito-rettale ed un'eventuale ecografia.
Nel caso in cui, ci sia l’indicazione di sottoporsi ad un’intervento di tipo chirurgico, ovvero di prostatectomia parziale o radicale, è bene discutere con il proprio medico delle possibili complicanze per affrontare con consapevolezza il post-operatorio.
E’ un intervento non pericoloso ma che comunque presenta delle piccole complicanze come: linfoceli, possibili piccoli sanguinamenti, problemi di erezione ed incontinenza urinaria.
Nello specifico, l’incontinenza urinaria come esito di prostatectomia si differenzia da caso a caso, così come dovrebbe essere differenziato e personalizzato il percorso di riabilitazione.
I criteri su cui si struttura un percorso riabilitativo sono: l’invasività dell’intervento a cui si è stati sottoposti, il tempo di utilizzo del catetere vescicale, la sensibilità locale e l’eventuale presenza di edema nella zona.
La riabilitazione post-chirurgica è molto importante per la pronta ripresa della funzionalità urinaria perché attraverso esercizi di ginnastica mirati è possibile rinforzare il perineo che attraverso la sua contrazione è in grado di fermare il passaggio dell’urina.
Nei casi meno gravi le tempistiche per la ripresa è di circa un mese dall’intervento, mentre in quelli più complessi in circa un anno.
Durante il periodo di riabilitazione è importante avvalersi di un buon presidio per l'incontinenza che si adatti in termini di spessore, assorbenza, forma e modello alle proprie esigenze e tipologie di perdite.
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