Tumore alla prostata: quando è necessario l'intervento e quali possono essere gli effetti

L’intervento chirurgico è uno tra gli approcci terapeutici più diffusi per il trattamento del tumore alla prostata. È indicato per tutti i casi? Quali possono essere i rischi?

Tumore alla prostata: che cos'è 

Il carcinoma prostatico, comunemente conosciuto come tumore alla prostata, rappresenta circa il 20% delle neoplasie maschili diagnosticate dopo i 50 anni di età.

Nella maggior parte dei casi, la crescita incontrollata di cellule anomale si sviluppa lentamente, causando sintomi solo in fase avanzata. In alcuni casi invece, si sviluppa in modo rapido e aggressivo diffondendosi con metastasi ai linfonodi e alle ossa. È molto importante quindi sottoporsi con regolarità ai controlli urologici periodici consigliati dopo i 50 anni.

Nel corso di numerosi  studi sono stati individuati i seguenti fattori predisponenti al tumore alla prostata: l’età, l’obesità, il fumo, un’alimentazione ricca di grassi e insaccati, la sedentarietà, prostatiti ricorrenti, fattori ereditari.

Tumore alla prostata: i sintomi 

Nelle fasi iniziali il tumore alla prostata è del tutto asintomatico, per questo motivo  è importante effettuare una visita urologica annuale accompagnata dal controllo del PSA (antigene prostatico specifico) per individuare se si è un soggetto a rischio ed eventualmente effettuare ulteriori accertamenti.

Il carcinoma prostatico è sintomatico solo in fase avanzata e presenta sintomi simili alle problematiche prostatiche benigne.

È opportuno quindi rivolgersi allo specialista alla comparsa dei seguenti sintomi:  

  • difficoltà a urinare;
  • dolore o bruciore durante la minzione;
  • sensazione di non riuscire a svuotare la vescica in modo completo;
  • comparsa di sangue nelle urine;
  • prostatiti ricorrenti;
  • prostata ingrossata;
  • eiaculazione dolorosa;
  • malessere generale con perdita di appetito.

In seguito a controllo urologico se dovessero emergere un esame obiettivo positivo ed un valore alterato del PSA (antigene prostatico specifico) sarà necessario effettuare un’ecografia transrettale per valutare forma e dimensione della prostata ed eventualmente eseguire una biopsia così da poter valutare la presenza di cellule tumorali.

Se dall’esame istologico si dovesse riscontrare la presenza di cellule tumorali, verrà assegnato un punteggio che va da un minimo di 4 (tumore a crescita lenta) fino ad un massimo di 10 (tumore aggressivo). Questa classificazione è denominata: “punteggio di Gleason” ed aiuta a capire quanto le cellule si siano modificate rispetto alla normalità. 

Curare il tumore alla prostata con l'intervento chirurgico 

La scelta del trattamento più adeguato in caso di tumore alla prostata dipende da diversi fattori tra cui: l’età, la presenza di altre patologie e il valore ematico del PSA e il punteggio di Gleason.

Le opzioni terapeutiche più comuni comprendono: la radioterapia, la terapia ormonale, la chemioterapia o la vigile attesa per tutti i casi in cui il tumore abbia un grado di crescita lento o le condizioni cliniche della persona non consentano di affrontare un’intervento chirurgico.

La scelta dell'intervento chirurgico di prostatectomia radicale è indicato per i tumori ad uno stadio iniziale e di dimensioni contenute o in tutti i casi in cui la prostata è ingrossata e non consente di svuotare in maniera corretta la vescica. Può essere consigliato anche in tutti quei casi di prostata infiammata con sanguinamenti ricorrenti e di calcoli alla vescica.

L’intervento chirurgico di prostatectomia radicale consiste nell’asportazione della prostata, delle vescicole seminali e dei linfonodi e può essere effettuato secondo due tecniche chirurgiche:

  • in laparoscopia ovvero viene effettuato mediante cinque piccole incisioni di circa 1 cm che permettono l’inserimento di una videocamera e della strumentazione necessaria a svolgere l'intervento
  • a cielo aperto (effettuata in casi rari) che prevede l’incisione dell’addome dal pube all'ombelico 

Convalescenza post intervento chirurgico alla prostata

L’intervento di prostatectomia è un'operazione di routine ma tuttavia può presentare delle complicanze nella maggior parte dei casi temporanee, tra cui: linfoceli, possibili piccoli sanguinamenti, problemi di erezione ed incontinenza urinaria.

L’incontinenza urinaria dopo un intervento alla prostata è senza dubbio la sintomatologia più comune, varia da caso a caso a seconda dell’invasività dell’intervento a cui si è stati sottoposti, il tempo di utilizzo del catetere vescicale e la sensibilità locale e non è possibile stimare per quanto tempo possa perdurare dopo l’intervento alla prostata.

Per la prevenzione e la cura di un'eventuale incontinenza urinaria in fase pre e post-operatoria, è consigliato eseguire una ginnastica per il rafforzamento del pavimento pelvico: gli esercizi di Kegel 

In generale i tempi di recupero psono di circa un mese nel quale è bene stare a riposo ed astenersi da lunghi viaggi in auto o in treno; nei casi più complessi la convalescenza può durare anche un anno.

Durante il periodo di convalescenza è utile ed importante avvalersi di validi  presidi per incontinenza che si adattino per assorbenza, forma e qualità alle proprie esigenze al fine di affrontare anche dal punto di vista emotivo con serenità questo disturbo.

La linea di assorbenti MoliCare Men Pad è studiata per garantire il massimo del comfort e della protezione per ogni tipo di esigenza.

Richiedi un campione gratuito compilando il form di richiesta. https://www.amioagio.it/Campionario

 

Potrebbe interessarti anche

MoliCare Skin Detergente liquido
8,30 €
MoliCare Skin Salviette umidificate
7,30 €