Il rischio di influenza nei mesi freddi è molto alto. Se si sceglie di fare il vaccino antinfluenzale per evitare possibili complicazioni nei soggetti più piccoli e con sistema immunitario debole, è bene conoscere i possibili effetti collaterali che potrebbero insorgere.
L’influenza è una malattia infettiva che attacca le vie respiratorie, i più colpiti sono proprio i bambini, in quanto, avendo un sistema immunitario poco maturo, sono più predisposti ad ammalarsi.
Il maggior numero di casi di pazienti affetti da questa malattia si ha soprattutto durante i mesi invernali, quando i virus, che ne sono la causa, hanno maggiore possibilità di duplicazione.
L’influenza si trasmette per via aerea tramite le gocce di saliva, il periodo di incubazione è molto breve, massimo 5 giorni, l’insorgenza dei primi sintomi è abbastanza rapida, la persona che viene colpita di solito lamenta:
- brividi;
- febbre;
- spossatezza;
- dolori muscolari;
- inappetenza;
- sintomi respiratori, quali tosse, starnuti, mal di gola.
In generale, con i dovuti accorgimenti, la febbre nei bambini guarisce da sola nell’arco di una settimana, ma in alcuni casi può portare a delle complicanze come polmoniti e bronchiti.
Questo succede in special modo a bambini che hanno un sistema immunitario compromesso, proprio per queste persone il influenza raccomanda la vaccinazione antinfluenzale.
Alcune categorie di pazienti sono ritenute a rischio quindi il vaccino antinfluenzale non solo è consigliato, ma è anche offerto gratuitamente.
Prevenzione influenza nei bambini
La prevenzione è il primo passo per evitare di ammalarsi:
- un‘alimentazione corretta ricca di vitamine aiuta il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi, è bene consumare tanta verdura e frutta, specialmente gli agrumi, ricchi di vitamina C.
- Anche l’igiene è fondamentale, lavarsi accuratamente le mani dopo aver frequentato un posto pubblico, o dopo aver starnutito o tossito, diminuisce la percentuale di contrarre questa malattia.
- Il vaccino antinfluenzale rimane comunque la più valida forma di prevenzione da questa infezione.
Il vaccino contro l'influenza viene creato ogni anno in base ai ceppi virali che sono in circolazione; vengono isolati dei ceppi di virus nel corso della stagione precedente, e dunque l’efficacia della prevenzione dipende dalla corrispondenza dei virus influenzali con i quali si viene in contatto.
Vaccino antinfluenzale nei bambini: tipologie e effetti collaterali
Il vaccino antinfluenzale viene iniettato con una puntura intramuscolo, e una dose di solito è sufficiente per una stagione.
Ai bambini con meno di 9 anni vengono somministrate 2 dosi, mentre per i più piccoli, ovvero quelli che non hanno ancora 3 anni, la quantità è di 0,025 ml.
Il vaccino antinfluenzale non può essere somministrato a bambini sotto i 6 mesi di vita, ed è vietato in caso di allergie a uno o più componenti di cui è fatto.
Il vaccino, grazie alla sua composizione, stimola lo sviluppo di anticorpi contro i virus influenzali, rafforzando il sistema immunitario.
Il vaccino antinfluenzale in uso in Italia è chiamato trivalente, perché è fatto di 3 tipi diversi di virus: due di tipo A (H1N1 e H3N2) e uno di tipo B.
Siccome i virus influenzali mutano, la vaccinazione dovrebbe essere ripetuta ogni anno, specialmente per le categorie a rischio come gli anziani sopra i 65 anni e i bambini affetti da malattie croniche, che potrebbero complicarsi a causa dell’influenza.
Il momento giusto per vaccinarsi di solito è tra metà ottobre e fine dicembre, sempre comunque tenendo conto delle condizioni climatiche e dell'andamento delle epidemie influenzali.
Le reazioni comuni che possono insorgere dopo che è stato iniettato il vaccino sono febbre e dolori muscolari tipici dell’influenza, come risposta da parte del nostro sistema immunitario al virus.
Altri rischi o effetti collaterali gravi, a parte nei casi indicati in precedenza, non ve ne sono; le formulazioni disponibili sono infatti ritenute sicure, ma è comunque in ogni caso consigliato sentire il parere del proprio medico curante.




