Agevolazioni economiche e fiscali per chi si prende cura

Assistere un proprio caro non autosufficiente non è semplice: richiede diversi sacrifici, ci impegna fisicamente, emotivamente ed anche economicamente. Ecco alcuni consigli per te!


Raramente si parla dei diritti che la legge prevede per i “caregiver”, in genere un familiare o un parente prossimo che gratuitamente e volontariamente si prende cura di un parente ammalato e/o disabile che necessita di assistenza a lungo termine.

La legge 104

La legge 104/92 li tutela con diversi strumenti al fine di poter agevolare il compito di assistenza. Il presupposto principale per poter accedere ai benefici garantiti dalla legge 104/92 è che al malato sia stato riconosciuto lo stato di handicap grave. Per ottenerlo, il malato o il suo delegato deve presentare all’INPS per via telematica la domanda per l’accertamento di invalidità civile. Successivamente, si verrà convocati a visita medica presso la ASL competente per poi ricevere in un secondo tempo, il verbale di accertamento che riconosce la condizione di invalidità e di handicap dell’interessato. Chi si prende cura di un malato con handicap e invalidità civile quindi:

  • Ha diritto a convertire il proprio orario da full time a part time per un massimo di due anni. Il familiare che assiste ha diritto al riconoscimento dei contributi previdenziali figurativi (ovvero come se continuasse a fare orario pieno) a partire dal momento in cui al parente viene associato un handicap grave
  • Ha la possibilità di essere inserito nelle categorie protette e di ricevere maggior supporto da parte del datore di lavoro
  • Ha diritto a dei giorni di permesso retribuiti (nei termini previsti dalla legge 104)

Aiuti fiscali per chi assiste un disabile

Dal punto di vista fiscale invece, deve essere fatta distinzione tra familiare a carico e non a carico. Il paziente risulta come familiare a carico se il suo reddito non supera la soglia fissata dalla legge di 2.840,51 pertanto, il caregiver può avere una detrazione Irpef. Ai sensi dell’art. 12 del TIUR la detrazione fiscale viene calcolata in base al reddito del soggetto che presenta l’assistenza fiscale. Il paziente risulta come familiare non a carico se supera il reddito annuo di 2.840,51, in tal caso il caregiver può detrarre o dedurre a seconda del tipo di spesa anche quelle sostenute nell’interesse del familiare non a carico. Questa opportunità è offerta solo per particolari tipologie di spesa, devono essere spese sanitarie sostenute per patologie esenti fino ad un massimo di 6.197.48 euro; tra le spese previste sono incluse le mediche generiche, per i dispositivi medici, per i presidi per l'incontinenza, per i farmaci e per l’assistenza.
Per usufruire delle detrazioni o deduzioni si deve presentare al commercialista o al CAF: la certificazione Asl attestante la patologia, il certificato medico che attesti il collegamento tra le spese e la patologia esente, l’autocertificazione del soggetto affetto dalla patologia che attesti l’esonero dalla dichiarazione, fatture e scontrini che attestino che la spesa sia stata sostenuta dal familiare che intende beneficiare della detrazione.

Si è in attesa della circolare ufficiale da parte dell’Inps per il bonus di 1900 euro per tutti coloro che usufruiscono della Legge 104 per assistere un familiare con disabilità. Questa risorsa ha come scopo di riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta a sostegno di un familiare disabile entro il terzo grado di parentela con più di 80 anni. Verosimilmente, il disegno di legge prevederà un bonus da 1900 euro sotto forma di detrazione fiscale. E’ opinione diffusa che la discussione sul bonus Inps 1900 euro per caregivers con legge 104 sarà ripresa nel 2019.

La gestione della badante

Assistere un proprio caro disabile comporta un aiuto pratico alla persona per la maggior parte degli atti della vita quotidiana. Spesso non si considera che l’assistenza richiesta è per lungo termine comportando anche una sorveglianza sia di giorno che di notte. Il caregiver è quella figura che assicura sostegno ma che a sua volta arriva ad averne bisogno ricorrendo ad un supporto il più delle volte esterno al nucleo familiare. In tutti i casi in cui si richieda il supporto esterno di badanti è bene ricordare che esiste la detrazione fiscale per le spese sostenute per le persone non autosufficienti: “detrazione per addetti all’assistenza personale” inerente proprio alle spese sostenute per le badanti. La detrazione fiscale per badanti è del 19% dell’ammontare della spesa sostenuta per avvalersi dell’assistenza e la detrazione va a ridurre l’imposta Irpef. La detrazione del 19% per le spese per addetti all’assistenza personale è concessa solo se si è in stato di non autosufficienza nel compimento di atti della vita quotidiana. Negli altri casi è consentito dedurre dal reddito solo i contributi previdenziali e assistenziali versati per il collaboratore familiare, mentre per le persone non autosufficienti le agevolazioni fiscali riguardano anche la retribuzione pagata al collaboratore familiare. E’ possibile detrarre il 19% per un limite di spesa di 2.100 euro solo per coloro il cui reddito sia non superiore a 40.000 euro, la detrazione massima è di 399 euro per ogni anno d’imposta. Se il reddito del contribuente è superiore a 40.000 euro, la detrazione non spetta.


L'indennità d'accompagnamento

Per indennità di accompagnamento s’intende un aiuto economico erogato dall’INPS a favore degli invalidi civili inabili a causa di problematiche fisiche o psichiche (Legge 11 Febbraio 1980 n. 18 e art. 1 comma 3 legge 508 del 1988). 


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